Archivio della categoria: 2012
Le ciclabili vanno fatte bene
I più “cattivi” alle Olimpiadi
Non è che ne usciamo come i più cattivi…?
Stiamo conquistando medaglie solo negli sport di “offesa”, picchiando con il Judo, colpendo con pistole e carabine, scoccando frecce con gli archi, infilzando con spade e fioretti e con grandi speranze odierne per pugilato e tiro a volo….. Per fortuna è arrivato Molmenti ricordando che l’Italia è anche paese di pacifici navigatori…….
Ovvia l’ilarità e forza campioni con l’augurio che le armi e l’offesa diventino, ovunque e solo, strumento sportivo.
SCUSI SIGNORA ANGELA
Ringrazio i giornalisti locali per il tradizionale, sano ed educato entusiasmo con il quale hanno festeggiato la vittoria degli Azzurri sulla Germania.
Altrettanto elogio non posso corrispondere al quotidiano nazionale Il Giornale che ha salutato l’evento e la Signora Angela Merkel con un offensivo “Ciao Ciao Culona”.
Non è simpatica forse la Signora Merkel per l’intransigenza e determinazione con le quali affossa le cicale europee; fa il suo dovere in fondo. Protegge la serietà del suo popolo che ha saputo affrontare seriamente la recessione mondiale e pur nelle difficoltà di una costosa riunificazione all’interno dei suoi confini.
Poco generosa, ma pur sempre una Signora alla quale va mantenuto il dovuto rispetto. Che sia stato Berlusconi a forgiare in origine il presunto epiteto può anche starci, conoscendo il soggetto, ma che un giornale nazionale faccia grancassa offendendo volgarmente nelle caratteristiche fisiche una Signora mi ferisce per l’immagine che trasmettiamo come italiani.
Signora Angela, chiedo scusa, sappia che la maggior parte degli italiani è educata e che mai si rivolgerebbe a Lei in quel modo, tanto più per ribadire un confronto sportivo, veicolo di avvicinamento e rispetto pur con il giusto orgoglio patriottico.
Cremazione: scelta libera e atto di civiltà
DIFFONDERE LA CULTURA DELLA CREMAZIONE
Egregio Sig. Presidente
Comunità di Valle della Vallagarina
Interpellanza
La pratica della cremazione delle salme dei defunti è sempre più diffusa anche sul nostro territorio.
Il tema tocca sentimenti profondi e tristi; va dunque affrontato con la massima delicatezza ma non per questo trascurando ogni oggettività del caso.
Le pratiche dell’inumazione e della tumulazione rimangono ancora le più diffuse per motivi collegati alla tradizione; i più diffusi principi laici e religiosi approvano la cremazione delle salme.
La facoltà della cremazione può ricevere l’attenzione delle amministrazioni per diversi motivi.
Le amministrazioni locali sono caricate di oneri notevoli nel dover reperire, attrezzare e gestire nuovi spazi cimiteriali. Tali difficoltà paiono collegate ad aumento demografico, densità abitativa, indisponibilità di superfici e tempi di mineralizzazione delle salme in aumento che rendono a volte difficile il rispetto dei tradizionali tempi di rotazione nell’uso delle superfici cimiteriali.
La cremazione è pratica storicamente sempre avvenuta, mantiene piena sacralità e dignità alla salma e si configura come scelta razionale ed ecologicamente sostenibile.
Presso il Cimitero Monumentale di Trento è prevista la prossima realizzazione del Tempio Crematorio che potrà avere valenza di utilizzo provinciale. Attualmente le cremazioni avvengono per la maggior parte presso il Tempio di Mantova. I costi relativi, anche di trasporto, sono in maniera diversa parzialmente sovvenzionati dalle Amministrazioni comunali più sensibili.
L’analisi del tema proposto suggerisce una doverosa opera di attivazione informativa affinché il percorso della cremazione delle salme venga conosciuto e compreso e, seppur in un regime di libera scelta, venga poi avvicinato dal maggior numero di persone.
Nella nostra provincia è attiva SOCREM, Associazione tridentina per la Cremazione, che opera per diffonderne i valori morali, sociali e igienici oltre a promuoverne la pratica e tutelare la scelta degli associati.
L’Associazione opera attivamente informando e sensibilizzando e si rende disponibile per condurre conferenze e dibattiti sul tema. E’ preparata a guidare incontri locali alla presenza della popolazione e di ogni rappresentanza, laica o religiosa interessate. Le tematiche affrontate in questi incontri partono solitamente dalla conoscenza dell’attuale realtà del fenomeno della cremazione, delle sue caratteristiche sociologiche e sociali, delle dimensioni economiche e urbanistiche.
In conclusione pare opportuno che anche in Vallagarina si attivi un rispettoso percorso di conoscenza e di eventuale sostegno alla pratica della cremazione.
Per quanto descritto si formula invito e interpellanza per conoscere l’intendimento dell’Amministrazione a proporre, in Vallagarina e in tempi brevi, una serie di incontri condotti da SOCREM sul tema della Cremazione. Tali incontri, adeguatamente pubblicizzati, sarebbero proposti all’intera popolazione con finalità di conoscenza di tale libera opzione e della sua conseguente diffusione.
Rovereto, 28 maggio 2012 Ruggero Pozzer
Scuola: si prof. giovani, ma anche esperti
COMUNITA’ E’ TUTTI UGUALI
IL TRENTINO
DOMENICA, 04 MARZO 2012
Pagina 21 – Provincia
«Il Pd non può affossare la Comunità»
Il Verde Pozzer richiama Lorandi al suo ruolo di governo
ROVERETO. Finchè bordate e distinguo sulla Comunità di Valle, la sua impostazione e le sue regole, vengono dalla Lega Nord, che fin dall’inizio ha contrastato questo progetto, possono essere comprensbili. Ma quando è il segretario del Pd, quindi la voce ufficiale del partito, a vagheggiare un ripensamento che altro non è che il sovvertimento dei principi ispiratori e della ragion d’essere della Comunità, allora il discorso è diverso. E Ruggero Pozzer, dei Verdi, non può che manifestare un disagio che è sia politico che umano.
Il Pd, scrive Pozzer nella sua replica a Fabiano Lorandi, è partito di governo in Trentino. Lo è oggi e lo è stato per tutta la fase di impostazione e nascita delle comunità di valle, delle quali ha quindi pensato e progettato le basi teoriche e poi le regole. Che ora, con le Comunità in funzione e che iniziano ad esercitare il loro ruolo di aggregatori di esigenze e ottimizzatori di gestione delle risorse a beneficio di zone e gruppi di popolazioni più ampi delle municipalità, sia proprio il Pd a mettersi di traverso chiedendo per Rovereto un ruolo diverso, non da pari, dagli altri comuni, è inacettabile. Già, ricorda Pozzer, il sindaco Miorandi ha avuto un ruolo pesante nel frenare la nascita e lo sviluppo della Comunità della Vallagarina, sbarrandole il cammino più volte ed opponendosi ad una piena attuazione dello statuto. Ma ancora si poteva pensare ad un amministratore che faceva il proprio giuoco. Che ora sia il Partito Democratico a scendere in campo di fatto contro la Comunità, è diverso e ben più grave. Perchè, chiude il discorso Pozzer, chiedere un ruolo diverso e prioritario per Rovereto è negare l’essenza della Comunità, che è riconoscere pari diritti e pari qualità di servizi a tutti i cittadini. Minare questo principio significa vanificare il percorso di costruzione di una Vallagarina unita.
ADULTI SMIDOLLATI SENZA EDUCAZIONE MOTORIA DA BAMBINI
Un paese soltanto da ”grattaevinci”: incapaci di faticare
Nei giorni scorsi abbiamo riflettuto circa l’importanza dell’educazione motoria nella scuola. Sappiamo che tale educazione, purtroppo anche nella nostra qualificata Provincia, risponde a criteri degni di paesi sottosviluppati. Ovunque in Europa ed anche in diversi paesi dell’Africa, le risorse destinate alla crescita corporea e psicomotoria dei bambini e ragazzi sono notevolmente superiori alle nostre.
Leggo la preoccupazione rispetto al nostro Bel paese che sembra (o è!) costituito da una congerie di smidollati, da un’accozzaglia di dilettanti allo sbaraglio, da persone che piuttosto che all’impegno (fatica), si affidano alla buona sorte.
Sembra chiarissima la correlazione tra le due situazioni?
E’ lampante come la virtù di uno Stato sia modellata sulla qualità dei suoi cittadini. In Italia, grazie proprio all’assenza di educazione motoria, sta svanendo la propensione alla fatica, all’impegno, alla necessità di sudare per raggiungere uno scopo.
Non si può ora pretendere una generazione di adulti capaci di una rapida e incisiva azione per risolvere un normale problema meteorologico. Troppi di questi stessi adulti, pochi anni or sono, hanno superato i pochi momenti motori scolastici senza saper fare una capovolta, senza saper correre per due minuti ininterrottamente, senza saper palleggiare un pallone per cinque volte consecutive, senza saper saltare due volte una corda, senza mai essersi toccati gli alluci a gambe rette……
Come possiamo dunque ora pretendere un’energica soluzione dei problemi che la vita ci riserva ?
E’ più logico e conseguente affossarsi nel divano sperando nel buon esito della nostra giocata al “grattaevinci”, attendendo di riposare in uno dei paradisi equatoriali in palio. Luoghi dove, guarda caso, non nevica mai!
Ruggero Pozzer
Consigliere ATIEF – associazione trentina insegnanti educazione fisica
No allenatori a scuola
Il mio intervento sull’educazione motoria scolastica e la cortese conseguente risposta del Presidente C.O.N.I. Torgler, credo siano utili a rendere chiarezza al tema proposto.
Il Coni fa educazione recita la replica del Presidente.
Mai detto il contrario ribatto ; è vero; il CONI fa anche educazione, assieme a biblioteche, cinema, teatri, musei, biotopi, enti culturali, enti sociali ecc. ecc., senza dimenticare il ruolo primario della famiglia.
E’ però scontato e condiviso come lo Stato italiano organizza lo sviluppo educativo sostenendo, prioritariamente a ogni altra cosa, anche al welfare, il sistema chiamato scuola.
Il dibattito dunque si può semplificare in questo modo. Vogliamo che la scuola continui a svolgere il suo ruolo o preferiamo che l’educazione pubblica sia delegata ad altri.
Torgler cita lo statuto del CONI al comma 3 dell’articolo 2 che determina i principi per promuovere la massima diffusione della pratica sportiva in ogni fascia di età. E’ vero, reale ed encomiabile; non senza dimenticare che al citato comma 3 si premettono due commi con finalità prettamente sportive ed agonistiche.
Il centro del ragionamento rimane questo. Può la scuola essere il luogo dell’agonismo e della ricerca di affermazione sull’altro o deve essere il luogo dello sviluppo con pari dignità ed opportunità del primo e dell’ultimo?
Se accettiamo la prima ipotesi allora la scuola può forse essere sostituita dagli esperti nei vari settori. Al posto del docente di italiano inseriamo l’esperto di letteratura, a quello di matematica un contabile, a quello di inglese un interprete e a quello di educazione motoria un allenatore sportivo e via dicendo. Se crediamo che la componente pedagogica, primaria per il docente anche rispetto alle competenze, sia inutile, via libera agli esperti in ogni settore. Se crediamo che la conoscenza pura non necessiti delle modalità per essere socialmente utilizzata o che il fine sia quello dell’opportunità solo per chi ha i requisiti per permetterselo, via libera agli esterni.
Gli esperti esterni sono sempre ben accolti nella scuola quando hanno qualche cosa da dare che la scuola non può offrire.
Delegare l’educazione motoria agli allenatori sportivi non è necessario perché la scuola conta già del migliore esperto del settore, l’insegnante di educazione fisica. Insegnante facente parte del sistema scuola, oggetto di continuo aggiornamento, autovalutazione e rivisitazione delle metodiche per mantenere gli standard educativi al massimo delle potenzialità ed in linea con i tempi. Insegnante che da solo può gestire la classe tecnicamente e pedagogicamente con lo scopo unico di dare a ciascuno, primo e ultimo, pari opportunità di sviluppo sia per una corretta crescita, sia per il mantenimento di valide condizioni di salute. Ciò anche evitando il doppio costo economico sociale necessario per sovvenzionare i progetti PAT-CONI o anche il più imperfetto SCUOLA-SPORT .
Apprezzo come Torgler si schieri a favore dell’inserimento dell’insegnante di educazione motoria nelle quattro classi elementari che attualmente non lo possiedono. E’ necessaria la volontà comune evitando la scusa ricorrente: “siccome non fanno educazione motoria perché non c’è l’insegnante, con questi progetti costosi almeno fanno un po’ di sport.”
Non è accettabile questo principio del piuttosto che niente. Una scuola di qualità che ha a cuore il risultato del suo agire deve schierarsi per il meglio. La scuola trentina deve produrre la qualità necessaria anche all’educazione motoria dei suoi figli, dotando ogni classe del suo insegnante dedicato, magari aumentando anche il pochissimo tempo riservato.
Il CONI deve invece coltivare il suo obiettivo; sviluppare la componente sociale agonistica facendoci gioire per qualche podio, magari mondiale. Obiettivo molto più facilmente raggiungibile se l’educazione motoria scolastica riceve finalmente la dovuta considerazione.
Ruggero Pozzer
Insegnante e consigliere di ATIEF – Associazione Trentina Insegnanti di Educazione Fisica
Vice Presidente Verdi del Trentino









