Scelte del passato che subiamo? Ma chi è questo passato che ha svenduto la nostra bella Città?

2016-08-27 AD responsabilità ex master tools
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Gent.ma Signora
Presidente del Consiglio Comunale
Egregio Signor Sindaco
Comune di Rovereto

Interrogazione a risposta scritta

 

Da sempre il gruppo dei Verdi si espone con determinazione nella difesa dell’ambiente urbano di Rovereto.

Da Viale Trento alla Consolata, da Via Unione al vigneto Fedrigotti, dalla stazione ex autocorriere di Corso Rosmini sino al Follone e in tante iniziative minori ci siamo sempre esposti, con scelte di tutela e per evitare nuova edificazione.
Purtroppo, spesso inascoltati, dobbiamo ora fare i conti con una Città assediata dal cemento e priva di tanti spazi che in alternativa avrebbero fornito luoghi di pubblica e utile socialità.
Negli anni si è osservato un ripetuto aumento di cubature speculative, non necessarie al fisiologico aumento della popolazione o a necessità delle famiglie, utili solamente agli interessi di imprenditori privati.
Riteniamo che tale comportamento sia contrario al benessere dei cittadini che devono essere garantiti di un ambiente urbano gradevole, intercalato da luoghi pubblici e parchi.
Così ci troviamo a dover affrontare successivamente scelte operate negli anni trascorsi, che ricompaiono puntuali oggi, a ricordare che purtroppo su Rovereto vi sono vincoli edificatori in attesa, per migliaia di metri cubi.

Uno di questi comparti edificatori, che riappare dopo un sonno di quasi quindici anni, è la ex Master Tools (o ex Cofler). Su tale comparto sono in fase di realizzazione circa 30.000 metri cubi di edificato per un centinaio di nuovi appartamenti.

Giornalisticamente si rileva come anche l’assessorato roveretano all’urbanistica abbia giudicato il futuro edificatorio di tale area come uno scempio, confermando di avere le mani legate circa una diversa destinazione dell’area. Pure il Presidente della Circoscrizione interessata esprime tutta la sua preoccupazione, denunciando le carenze di controllo espresse nel passato da precedenti consigli circoscrizionali.

Dunque, ancora una volta, Rovereto rimane vittima di operazioni scellerate, ereditate da precedenti amministratori.

E’ comunque incomprensibile come, a fronte dell’evidente attuale crisi immobiliare, vi sia chi vuole comunque realizzare un simile quartiere dormitorio. Probabilmente i bassi costi di costruzione equilibrano il bilancio di imprenditori che ritengono comunque conveniente edificare. Magari per poi attendere con calma la comparsa di canali di vendita, anche sostenuti dall’ente pubblico o da Itea che oramai non costruisce autonomamente, ma con soldi pubblici acquista sul libero mercato.
Da sottolineare però, come ho sempre sostenuto, che tali responsabilità non vanno imputate agli imprenditori, che svolgono il loro lavoro solo in base alle decisioni dell’ente pubblico. Se un ente pubblico è sano, e stende piani regolatori conformi agli interessi dei cittadini, tali problemi non sussistono e gli imprenditori si adeguano a realizzare un’urbanistica conforme a criteri condivisi, socialmente accettabili e rispettosi dell’interesse comune.

E’ palese che tale condizione di pubblico interesse, quando si è approvato questo piano edificatorio da 30.000 metri cubi sull’area tra Via Ronchi e Via Maioliche, non era nelle intenzioni di chi prendeva le pubbliche decisioni.

Pe fortuna le cose sono cambiate e la nuova amministrazione ha decisamente cambiato rotta e si mostra indisponibile al prosieguo di un’ulteriore azione di degrado urbanistico su Rovereto.

Credo però che non sia sufficiente cambiare rotta ma che un civile senso di responsabilità non può unicamente “piangere sul latte versato”, ma deve mettere in evidenza le puntuali responsabilità, che ancora oggi subiamo e che hanno ridotto Rovereto a schiava di interessi edificatori unicamente privati.
Non possiamo fermarci al consueto piagnisteo, rilevando come siamo succubi di scelte scellerate del passato, ma con doverosa responsabilità nei confronti dei cittadini roveretani, dobbiamo spiegare tali percorsi, riconducendo le responsabilità con chiarezza, trasparenza e determinazione, valutando anche se, chi ha messo in ginocchio la fruizione urbanistica della nostra bella Città, non sia suscettibile di possibili ricorsi erariali o comunque di pubblico rincrescimento.

In tal senso, e come ineludibile dovere verso i cittadini, sono a interrogare e chiedere che venga effettuata una ricerca che porti alla redazione di un documento che illustri il chiaro percorso storico della pianificazione urbanistica sull’area “ex Master Tools”. Tale documento, reso pubblico e fornito in risposta a tale interrogazione, dovrà illustrare i nomi e i cognomi, e se palese l’appartenenza politica, di chi successivamente ha deciso tale scelta che oggi, nostro malgrado, incombe negativamente sulla Circoscrizione di Rovereto Sud.

Rovereto, 25 agosto 2016                                 Ruggero Pozzer

2016-08-27 TN responsabilità ex master tools

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PISTE CICLABILI PERICOLOSE

PISTE CICLABILI PERICOLOSE: La mia proposta vuole limitare la velocità solo in presenza di bambini e pedoni, anziani. E che la responsabilità sia a carico di chi sopraggiunge veloce, come sulle piste da sci. I 10 Km/h sono solo una proposta; il senso è quello di garantire sicurezza.

L’ INTERROGAZIONE

Gent.ma Signora
Presidente del Consiglio Comunale
Egregio Signor Sindaco
Comune di Rovereto

Interrogazione a risposta orale in Aula

Pericoli sulla pista ciclo pedonale dell’Adige

Con l’inizio della bella stagione la pista ciclo pedonale del lungo Adige diventa riferimento per numerose “categorie sociali” di persone, in bici o a piedi.
Tra i ciclisti, si va dal turista proveniente da lontano al bambino con le rotelle al seguito dei genitori, da chi si sposta per lavoro a chi si allena in maniera professionale, da chi pedala in modalità passeggio a chi invece lo fa guardando il panorama. Tra i pedoni chi corre allenandosi in resistenza, gruppi a passeggio, bambini con mamme anche con carrozzina, ecc.

La convivenza di dette categorie in un unico luogo, largo a tratti appena un paio di metri, comporta una necessaria tutela e norme certe per la prevenzione di incidenti.
Mi vengono invece costantemente riferiti accadimenti spiacevoli che si manifestano frequentissimi. Di fatto non esiste persona, di alcuna delle categoria descritte, che avendo usufruito della pista ciclabile dell’Adige, non abbia assistito, o subito (o causato), episodi di contenzioso a seguito di situazioni di pericolo.

La maggior parte delle spiacevoli e pericolose situazioni ha sempre come motivo scatenante la velocità e di conseguenza la bicicletta. Se è vero che la pista ciclo pedonale deve essere utilizzata tenendo la destra, sia a piedi ( a piedi secondo CdS e senza marciapiede è a sinistra) che in bici, è altrettanto vero che è compito del sopraggiungente più veloce il mettere in campo azioni preventive. Tali norme sono ambedue spesso disattese.
Ciò che accade spesso è che chi sopraggiunge in bici, ad alta velocità, instaura una gara di slalom nella quale a fare da paletti sono pedoni, bambini o ciclisti più lenti. La corsa ad ostacoli è di sovente accompagnata da urla e invettive e personalmente ho udito frasi ingiuriose urlate in velocità. Le risposte, di chi viene quasi investito, non mancano e la lite viene meno solo perché gli uni si allontanano dagli altri velocemente.

Non conosco la frequenza di incidenti ma immagino siano consistenti, vista la mole di traffico che si affida a tali comportamenti.

Ritengo dunque assolutamente necessario che a tale situazione si ponga rapido rimedio, prevenendo così sicuri incidenti, anche gravi.

Da professionista dello sport comprendo perfettamente che, chi pratica la bici ad ogni livello sportivo, abbia la necessità di allenamenti di “continuità” che mantengano determinate condizioni fisiologiche a lungo. Ciò comporta che un biker, che sopraggiunge a grande velocità, non “abbia voglia” di rallentare perché varierebbero le necessarie funzioni performanti e verrebbe meno lo scopo dell’allenamento stesso.
Tale necessità sportiva non può però generare frequenti situazioni di pericolo.
Credo pertanto che il citato slalom veloce vada assolutamente evitato e che chi cerca un allenamento lungo, di resistenza, debba scegliere i momenti in cui la ciclabile è libera. Sarà cura di chi si allena programmare, nei giorni di alta densità, allenamenti a “ripetizioni” in modo da non subire soluzioni alla preparazione, pur potendo rallentare e riprendere con frequenza la propria velocità.

Questa è la soluzione che propongo all’attenzione dell’Amministrazione.
Non stabilire limiti di velocità assoluti, ma ordinare che la limitazione della velocità avvenga sempre in presenza di soggetti più lenti, o ingombranti la pista ciclo pedonale stessa. Fissare tale limite a 10 Km orari (o meno), velocità che permette una sufficiente garanzia di manovra, o frenata sicura in caso di ostacolo imprevisto. In conseguenza e aggiunta stabilire la regola che la responsabilità sia comunque a carico del sopraggiungente a velocità maggiore.

In questo periodo l’amministrazione sta proponendo un innovativo e straordinario strumento di partecipazione democratica ai cittadini, per stabilire assieme le regole di convivenza comune. Il tema su proposto è assolutamente degno di tale confronto. Rimane l’urgenza di intervenire prontamente e dunque il tema, seppur possa e debba essere inserito in tale dibattito, necessita preventivamente di soluzione urgentissima.

Secondo tali premesse interrogo quindi l’Amministrazione rispetto a come voglia porre rapida soluzione alla problematica esposta.

Rovereto, 10 luglio 2016    Ruggero Pozzer

 

GIORNALI

2016-07-12 TN pericolo ciclabili 3 dia2016-07-12 AD pericolo ciclabili

 

 

 

Ho riscontrato grande interesse in merito all’interrogazione proposta sul tema della sicurezza sulla pista ciclabile dell’Adige. L’argomento ha suscitato tantissimi riscontri positivi a indicare quanto sia necessario intervenire nel merito.

Alcuni commenti, sui social networks, sono invece stati critici. Trascurando l’interesse di coloro che oramai puntualmente scrivono in maniera oppositiva, comunque e a prescindere, magari spesso da una posizione di anonimato, vale la pena rispondere a coloro che hanno sollevato puntuali critiche, anche decise e non sempre cortesi ma almeno costruttive.

Mi sento in dovere di evidenziare i contenuti del testo proposto che a volte risulta facilmente travisato da una lettura superficiale.
Prima di tutto il motivo scatenante tale proposta e che va evidenziato.

Non più tardi di qualche giorno or sono, sulla pista ciclo pedonale dell’Adige appena a nord di Borgo Sacco, assistevo al passaggio di una coppia di ciclisti, non agonisti ma a velocità elevata. All’incrocio con una signora che in quel momento non stava tenendo la mano al figlio di circa 5 anni, il primo dei due, senza frenare ma solo smettendo per un attimo di pedalare, imprecava verso la signora invitandola sgarbatamente a tenere la mano al bambino altrimenti la volta successiva gli sarebbe “passato sopra”.

E qui sorge il quesito. Chi è in torto?

Prima possibilità: Senza dubbio il torto è dalla parte della signora che non rispetta la regola del lasciare libero lo spazio e del prevenire incidenti tenendo la mano.

Seconda possibilità: Il ciclista, visto un bambino libero e per prevenire un incidente doveva comunque frenare salvo poi richiedere, magari cortesemente, il rispetto della regola al pedone.

Terza possibilità: Basterebbe un po’ di buon senso da entrambe le parti.

Quale è quella giusta? A mio parere lo sono tutte e tre!

La mia riflessione non riguarda il rispetto di regole che già esistono ma la lettura di ciò che invece succede regolarmente e che è ciò che ho descritto. Situazioni ripetute dove la prepotenza, mischiata al non rispetto delle regole e alla frequente mancanza di buonsenso, procurano continui contenziosi e pericoli.

Pertanto voglio tranquillizzare chi ha inteso una difesa dei pedoni sempre in mezzo. E’ un problema esistente e che va assolutamente educato e all’occorrenza sanzionato.

Voglio anche tranquillizzare coloro che ai 10 orari hanno paura di dover spingere la bici a mano. Il limite riguarderebbe solo la presenza anteriore di persone più lente di tale velocità. A pista libera ognuno può tranquillamente mantenere la velocità preferita.

Una bicicletta con a bordo un adulto a velocità media può uccidere un bambino o creare gravi danni ad un adulto.

Il buonsenso è spesso assente e le norme trasgredite da troppi.

Credo dunque che le amministrazioni esistano per evitare che tali pericoli si realizzino.
Se qualcuno ha proposte migliori, ma realizzabili nel rispetto di tutti i frequentatori delle piste ciclo pedonali, è ben accetto.

2016-07-14 TN ciclabili e pericolo

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2016-03-03 TN quorum zeroIntevento in Consiglio comunale – Rovereto Martedì 1 marzo 2016

Credo nel quorum zero per ogni tipo di consultazione referendaria.
E’ un credo che considero di civiltà, di dignità dei cittadini chiamati a riscoprire il valore della partecipazione alla vita democratica di una società.
Lamentiamo un continuo calo di interesse da parte degli elettori. Lamentiamo un crescente svilimento valoriale di ogni istituzione pubblica.
La soluzione può essere solo una. Dare responsabilità e dignità all’espressione di ogni singolo. Dare onorabilità a chi si impegna a offrire il suo contributo di pensiero ad ogni istanza di interesse sociale.
Leggo il giudizio di taluni che esprime la preoccupazione che pochi impongano la volontà a tanti. Ricordo a questi che il voto è un diritto di tutti e sono coloro che non vogliono esprimerlo che lasciano delega a chi il loro diritto non intende faselo scappare.
Non mi preoccupa chi la domenica del voto rimane a casa sul suo divano e non entra nel seggio. E’ una sua scelta libera. Mi preoccupa che questa scelta libera annulli la mia, la tua, la nostra possibilità di essere parte del processo decisionale, è veramente svilente dei principi di democrazia.
Chi non vota non lo considero cittadino inutile come facevano gli ateniesi. Lo considero solo una persona con scarsi contenuti valoriali sociali ma libero di esimersi da una scelta. Ma certo non posso ammettere che infici il mio diritto democratico come di fatto è successo quasi sempre nella storia dei referendum cittadini e nazionali.

Anche il numero di cittadini che si richiedono per indire un referendum non può essere eccessivo. Chi indice un referendum sono persone nomali con un lavoro, una famiglia, gli impegni di tutti e senza una segreteria pagata che lavora. Queste persone investono il loro tempo libero per il bene di tutti e non certo per interessi personali. Chi ha provato a stare nelle fredde piazze a raccogliere le firme dei cittadini, ciascuna trascritta e autenticata, sa bene quanto è difficile e brigoso. Sa bene come i tempi di istruttoria, di indizione, realmente rendano impossibile avere più di un appuntamento referendario all’anno o ogni due anni. E comunque con la possibilità venga associato ad altri appuntamenti elettorali per risparmiare risorse. Risparmiare risorse sull’espressione dei cittadini è un problema ?? Vogliamo affrontare il tema dei costi di una democrazia? Non sarà mica l’ascoltare il parere del popolo il costo inutile e dispendioso!

La facilitazione degli strumenti referendari non inficia la possibilità di amministrare da parte degli eletti. Semplicemente gli aiuta nelle grandi scelte e se vogliamo li controlla. Qualcuno ha paura del controllo dei cittadini?
Io faccio politica da un po’ di anni e non ho alcun problema né ad essere controllato e nemmeno che i cittadini mi indichino scelte importanti alle quali attenermi.

Faccio parte sin dalla costituzione e da oltre 10 anni dell’associazione più democrazia in Trentino. Con questa associazione politicamente trasversale e gli approfondimenti e gli esempi che esistono nel mondo ho maturato la convinzione che gli strumenti di partecipazione dei cittadini siano forse l’unica strada civile e incruenta per restituire piena dignità alla politica.

La legge regionale 9 dicembre 2014, n. 11 impone la revisione dello statuto comunale favorendo parzialmente il quorum referendario e il numero di firme rispettivamente ad un massimo del 25 e 5%.
E’ un percorso che deriva da una scelta della politica, non da comitati referedari, che si è accorta autonomamente di come sia necessario facilitare la partecipazione popolare. E’ un percorso senza ritorno al quale anche i più riluttanti dovranno adeguarsi.
Io credo pertanto che questo referendario non sia un tema sul quale fare battaglie ma un processo da maturare assieme.
Lo statuto da variare riguarda una Città e deve essere stilato da chi la amministra con le modalità democratiche che non dipendono da ciò che credo io o da ciò che crede il Sindaco o ogni singolo consigliere ma dall’insieme di tutti.
Ognuno è libero di intraprendere una crociata sul tema.
Io presento e credo nelle proposte di avvicinamento tra le parti. La mia richiesta in seno al Consiglio comunale e alla mia maggioranza amministrativa è che il termine del 25% sia limato verso il basso in modo da dare dignità sia a me e al gruppo che rappresento e contemporaneamente a tutti i colleghi che legittimamente sono riluttanti ad accettare la mia proposta di quorum zero.
Già in Commissione Statuto ho presentato una proposta di un quorum al 15 % che rendeva molto vicine le parti. La medesima proposta, almeno questa, esprimo in questa sede con modalità assolutamente di ricerca di condivisione e che confido vengano gradite ed accolte.

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Il nodo viabilistico dello sbocco su Piazza Rosmini

2016-02-23 AD sbocco viale dei colli

2016-02-23 TN sbocco viale dei colli

Gent.ma Signora Presidente del Consiglio Comunale

Egregio Signor Sindaco
Comune di Rovereto

Interrogazione a risposta orale in Aula

Alcuni giorni or sono un quotidiano pubblicava la notizia di una prossima chiusura commerciale, riguardante la Libreria Mondadori di corso Rosmini.
Tale chiusura sarebbe motivata dal fatto che l’intero palazzo Testori-Candelpergher, nel quale è ospitato il negozio, verrà prossimamente e completamente ristrutturato. L’intervento previsto sembra che trasformerà completamente gli edifici, visto che il giornale da notizia di “un piccolo centro commerciale in galleria a vetri che dalla strettoia, attraverso il cancello oggi chiuso, raggiungerà corso Bettini”.

Il palazzo sorge a ridosso dello sbocco su corso Rosmini della Strada Provinciale N.2. Lo sbocco di questa arteria di interesse sovracomunale, nel cuore del centro roveretano, ha da sempre costituito uno dei grandi problemi viabilistici della nostra Città. La strettoia tra il palazzo stesso e l’edificio della Cassa di Risparmio uniti allo sbocco in piena Piazza Rosmini determina un’anomala concentrazione di problemi viari.
Negli anni, le varie ipotesi di soluzione, sono decadute anche e proprio per difficoltà di districarsi con il consistente edificato storico presente in zona. Una proposta ormai datata è quella di trasferire lo sbocco della strada provinciale su corso Bettini in modo da poter ridurre sostanzialmente il traffico veicolare sul principale Corso roveretano.

Sapere ora che il palazzo verrà sventrato e ricostruito, può offrire l’inedita occasione di pensare la contemporanea rivisitazione viabilistica dello sbocco stradale. E’ pensabile e auspicabile che i moderni criteri perequativi possano essere occasione di condividere, con la proprietà degli immobili, una definizione urbanistica capace di cogliere anche l’interesse pubblico.

Ritengo sia opportuno incontrare la proprietà e trovare la definitiva soluzione complessiva dello sbocco viabilistico, gestito in maniera più razionale.
Immagino la possibilità di permettere una razionalizzazione volumetrica del palazzo in cambio di una migliore fruizione viabilistica del luogo.

L’interesse pubblico è tale che un impegno immediato dell’Amministrazione appare indispensabile anche per risolvere eventuali vincoli di tutela storica, a mio modo di vedere inferiori al beneficio collettivo derivante da una tale operazione.

L’auspicio di poter finalmente risolvere questo grande problema roveretano dovrebbe far sì che le energie si concentrino nel non perdere tale occasione unica.

In tal senso si chiede all’Amministrazione la disponibilità di cogliere l’occasione della ristrutturazione del palazzo Testori-Candelpergher per affrontare e promuovere, con i mezzi che riterrà più opportuni, una soluzione al problematico sbocco della Strada Provinciale N. 2 nella Città di Rovereto.

Rovereto, 22 febbraio 2016 Ruggero Pozzer

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Agenzia Sport Vallagarina e Volontari dello sport

Sabato 20 febbraio 2016 ad ore 17.00 presso la Sala Assemblee della Comunità della Vallagarina l’Agenzia per la Promozione dello Sport della Vallagarina ha premiato i volontari che si sono contraddistinti in ambito sportivo per la passione e la disponibilità messa a disposizione delle associazioni sportive della Vallagarina.

Il riconoscimento è volto a valorizzare il lavoro svolto nella stagione 2015 per permettere la buona riuscita di tante manifestazioni e gare senza il cui supporto sicuramente non si sarebbero potute realizzare.

I Comuni soci di Agenzia per la Promozione dello Sport della Vallagarina, nella persona degli Assessori allo Sport, hanno fornito il nominativo della persona che hanno inteso premiare con le motivazioni della scelta.

2016-02-21 TN volontariosport

2016-02-21 AD volontario sportNomineVolontari2015Motivazioni

 

 

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Parchi per bambini e sicurezza al Brione

2016-02-10 TN parchi al Brione2016-02-03 AD brione

 

Gent.ma Signora Presidente del Consiglio Comunale
Egregio Signor Sindaco
Comune di Rovereto

Interrogazione

Al quartiere di Viale Trento/Brione e Via Puccini è riservata una delle maggiori densità abitative di Rovereto, con le conseguenze del caso.
Con la presente chiedo poter ragionare sulla dotazione di luoghi pubblici, destinati soprattutto ai bambini.
I fanciulli e preadolescenti residenti in quell’area sono spesso costretti, nei loro giochi all’aperto, a soggiornare in ambiti di cortili promiscui con parcheggi auto e percorsi di collegamento. Tali promiscuità producono anche situazioni pericolose.
I regolamenti condominiali, spesso restrittivi nei confronti delle attività ludiche all’aperto, rendono difficili i rapporti tra chi ha diritto di giocare e chi desidera la tranquillità.

La zona di Viale Trento/Brione prevede ampi spazi adattabili o migliorabili per tali esigenze e in particolare il parco pubblico di Via Brione, il bosco che separa Via Brione da Via Puccini e il parco di Via Driopozzo.

Alla ragione del gioco infantile si accomuna quella alla sicurezza, dei bambini e delle persone in genere.
I luoghi interessati richiamano preoccupazione in particolare per l’accesso a nord del condominio Intercity che risulta assolutamente pericoloso. Nel breve spazio di una decina di metri si incrociano, un marciapiedi, una ciclabile, un percorso di uscita veicolare dagli esercizi commerciali, un percorso di uscita dal grande parcheggio sotterraneo e il percorso di entrata ed uscita dal parcheggio a raso del condominio. Altri accessi, lungo il Viale, sopportano da anni tale pericolosa promiscuità. La situazione già segnalata storicamente dalla circoscrizione è ancora irrisolta in un ambito ad alta frequentazione anche di bambini. Alcuni residenti hanno rilevato il problema anche recentemente, durante una delle serata di “Finestra sulla Città”.

Per quanto premesso, in ordine a luoghi per minori e sicurezza del quartiere chiedo di ragionare sulle seguenti possibilità:

1) Il parco pubblico di via Brione, sul lato nord del condominio Intercity, presenta una pavimentazione di terra battuta che nei periodi piovosi è di fatto inutilizzabile perché fangosa. Sarebbe opportuno posare una pavimentazione, adatta al gioco e di rapida asciugatura, o rendere il fondo drenante.

2) Il bosco che separa Via Brione da Via Puccini potrebbe diventare fruibile semplicemente facilitando gli accessi, magari con la creazione di percorsi attrezzati da utilizzare a piedi o in bicicletta. La messa in sicurezza della parete rocciosa a sud, costituisce il presupposto per l’apertura al pubblico e ai bambini della collina stessa.

3) Il parco pubblico di Via Driopozzo potrebbe essere raggiunto anche dai bambini del condominio Intercity, di Viale Trento e di Via Brione, semplicemente creando un percorso di collegamento, attraverso il bosco che separa Via Brione e Viale Trento da Via Puccini e Via Driopozzo stessa.

4) La Via Driopozzo, durante il suo percorso a fianco del parco e parcheggio pubblico, a un certo punto risulta interrotta da un vecchio portone in legno che impedisce il collegamento ciclopedonale con Via Puccini. Per facilitare il raggiungimento del parco, attraverso il percorso breve, e adatto ai bambini perché protetto, è necessario risolvere tale impedimento.

5) I condomini di Via Brione, dal civico 1 al civico 21, sono affiancati da un ampio prato boscato, recintato e riservato al condominio stesso. Sarebbe opportuno che una tale meravigliosa risorsa potesse essere messa a disposizione di tutti i bambini del rione dopo aver valutato le possibilità in funzione dei diritti di proprietà, eventualmente perequabili con altre risorse.

6) Il problema della sicurezza degli accessi e incroci lungo Viale Trento, in particolare dell’accesso nord al condominio Intercity, deve essere valutata e risolta combinando la fruizione con la sicurezza certa. E’ una necessità non più differibile alla quale va data priorità nel progetto di sistemazione di viale Trento.

In tal senso si chiede disponibilità all’Amministrazione di approfondire tali istanze, ordinatamente per i punti proposti, in modo da soddisfare le necessità proprie e la sicurezza dell’ampia compagine di bambini residenti nel quartiere.

Rovereto, 2 febbraio 2015 Ruggero Pozzer

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