La partecipazione dei cittadini è sempre più necessaria. Rovereto virtuosa.

2016-08-29 AD Rovereto demodiretta
Sul piano della democrazia Rovereto ha fatto progressi

Sono socio dell’associazione Più Democrazia in Trentino sin dalla sua costituzione, e con questa condivido i principi ispiratori la democrazia diretta. Credo ancora di più in tale bisogno ora, dopo un’esperienza ventennale nelle amministrazioni politiche roveretane e della Vallagarina.
Vivo il comune senso di allontanamento dei cittadini dalle istituzioni, condotte con la sola democrazia rappresentativa. Mi accorgo come ogni giorno aumenti il contenzioso tra la gente e le amministrazioni, incapaci di comprendersi vicendevolmente. È per questo che credo necessaria la ricerca di soluzioni strutturali importanti, nella gestione della cosa pubblica.
La prima possibile soluzione strutturale si rifà ai principi della democrazia diretta. Far esprimere i cittadini e tradurre in puntuali atti amministrativi le loro istanze.
Un’altra soluzione può essere la ricerca di nuove forme di rispetto reciproco tra le varie forze politiche. Esempio di ciò è la nuova amministrazione di Rovereto dove attorno al sindaco Francesco Valduga convivono cinque forze politiche, di diversa estrazione, ma accomunate da una condivisa motivazione ad accontentare i cittadini e a gestire al meglio la propria città. Si dice che il buonsenso non è di parte ma è un termine condiviso; questo è il principio ispiratore dimostrato dal cosiddetto «civismo» roveretano.
Leggo in questi giorni con dispiacere alcune osservazioni negative che dalla mia associazione, Più Democrazia in Trentino, vengono rivolte alla mia amministrazione roveretana. La critica viene rivolta nel metodo utilizzato da Rovereto che anziché «far funzionare gli strumenti di partecipazione previsti dalla legge quali istanze, petizioni, iniziative popolari e referendum, le amministrazioni locali si occupano di costruire contenitori virtuali».
Ciò si riferisce alla nuova piattaforma «io partecipo», lanciata dal Comune per raccogliere i desideri dei cittadini sui temi della convivenza civile. In linea di principio condivido le affermazioni della mia Associazione ma come affermo puntualmente nelle nostre riunioni, credo ogni cosa vada “conquistata” con calma e con una condivisione maturata. È per questo che personalmente sono invece molto soddisfatto di tale modalità introdotta dall’amministrazione roveretana che si fa carico di tale operazione di ascolto. Ascolto che come già dichiarato si tradurrà poi in atti effettivi.
Le indagini di Più Democrazia in Trentino potranno invece rivolgersi prioritariamente a tutte quelle tante amministrazioni (la maggior parte) che, chiuse a riccio, condividono le necessità unicamente con i propri beniamini che le hanno votate.
Sul tema della democrazia diretta Rovereto non è certo meno degli altri. Come Trento ha votato i termini di abbassamento dei quorum referendari che ora hanno reali possibilità di riuscita, anche nella Città della Quercia. Ancora di più a Rovereto mi piace il nuovo rapporto tra i cittadini e l’amministrazione con l’istituzione della «Finestra sulla città». Ogni 30 giorni i roveretani hanno a disposizione tutta la giunta municipale per un’intera serata, durante la quale possono porre richieste e osservazioni e avere un riscontro immediato alle stesse. Cosa mai vista a Rovereto e che denota la vicinanza di questo «governo» con i suoi cittadini.
Ogni condizione va dunque raffrontata con l’esperienza generale e in tema di democrazia diretta, anche a Rovereto c’è tanto ancora da fare. È però un percorso che va maturato dalle istituzioni in concerto con la cittadinanza.
Intanto con «io partecipo», quorum ridotto e «la finestra sulla città» credo che Rovereto, in termini di democrazia diretta, sia per il momento particolarmente virtuosa.

Ruggero Pozzer

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